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I segreti di Berlusconi. Parte 3

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6 – Nel 1973, Silvio Berlusconi assume come fattore (o amministratore della villa) Vittorio Mangano, grazie all’aiuto di Marcello dell’Utri. Mangano È un celebre criminale di Palermo, arrestato e condannato svariate volte. Lavorerà nella villa per circa un anno e mezzo, fino a quando sarà allontanato per essere sospettato dell’organizzazione del sequestro del principe di Sant’Agata, Luigi d’Angerio. Bisogna sottolineare inoltre che Mangano venne condannato durante il maxiprocesso per narcotraffico istituito da Borsellino e Falcone, fino ad essere condannato all’ergastolo per mafia e omicidio nel 1998.

7 – Il 1978 è per Berlusconi l’anno nel quale si affilia alla loggia massonica Propaganda 2 (P2). Viene dunque presentato a Licio Gelli, attraverso l’intercessione di Roberto Gervaso. Viene registrato con la tessera 1816, dopo aver pagato la quota di 100.000 lire per l’iscrizione. Una volta entrato a far parte della massoneria, i vantaggi per Berlusconi saranno senza termine. Riceverà infatti svariati crediti facilitati attraverso il Monte dei Paschi di Siena (grazie all’intercessione di Giovanni Cresti, appartenente alla P2) e collaborerà con il Corriere della Sera, anch’esso amministrato da un affiliato della P2, Franco Di Bella e gestito dalla Rizzoli, nota azienda affiliata alla massoneria.

8 – Nel 1979, La sede dell’Edilnord Cantieri Residenziali riceve la visita di tre ufficiali appartenenti alla Guardia di Finanza. Il 24 ottobre Berlusconi svia le indagini dicendo di lavorare come consulente esterno con il compito di progettare Milano 2, ma in realtà è il proprietario dell’azienda, che è però intestata a Umberto Previti. In ogni caso, la Guardia di Finanza conclude rapidamente l’ispezione, nonostante vennero riscontrate anomalie in riferimento ai rapporti stipulati con i soci svizzeri. I tre finanzieri (Salvatore Gallo, Alberto Corrado e Massimo Maria Berruti) ebbero successivamente ottime carriere. Il capopattuglia Berruti abbandonò rapidamente la Guardia di Finanza per entrare a far parte di Fininvest con il ruolo di avvocato d’affari. Venne successivamente arrestato (e poi assolto) nel 1985 a causa del celebre scandalo Icomec. Verrà successivamente incarcerato nel 1994 (assieme ad Alberto Corrado) per aver effettuato depistaggi durante l’inchiesta che indagava sulle mazzette ricevute da alcuni funzionari della Guardia di Finanza. Verrà successivamente eletto deputato per il partito Forza Italia, e poi condannato a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Si scoprì che Gallo apparteneva alla loggia massonica P2.