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I segreti di Berlusconi. Parte 2

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4 – “Immobiliare San Martino”, nasce nel 1974 sotto l’amministrazione di Marcello Dell’Utri, celebre amico di Berlusconi e viene capitalizzata attraverso due fiduciarie appartenenti al gruppo Bnl: la Saf (Società Azionaria Finanziaria), rappresentata da Frederick Pollack, (un prestanome di origine cecoslovacca nato addirittura nel 1887) e la Servizio Italia sotto la direzione di Gianfranco Graziadei, noto affiliato della P2. Da queste deriveranno una serie di società correlate a Berlusconi e i suoi parenti, in prima linea le 34 “Holding Italiana” dalle quali dipende la gestione di Fininvest. Secondo le indagini e le affermazioni di Francesco Giuffrida, direttore della Banca d’Italia e Giuseppe Ciuro, sottufficiale della Guardia di Finanza, che hanno collaborato come consulenti tecnici presso la procura di Palermo durante il lunghissimo processo con imputato Marcello Dell’Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, le finanziarie Sopra citate ricevettero almeno 502 miliardi (250 milioni di euro attuali), tra il 1978 e il 1985. parte di questo denaro direttamente in contanti, o in assegni. Denaro del quale non si conosce tuttora la provenienza. Secondo la procura di Palermo si tratta di denaro proveniente da introiti mafiosi appartenenti alle cosche legate al nome del boss Stefano Bontate. Per la difesa di dell’Utri si trattava invece di autofinanziamenti, ma non viene mai spiegata l’origine di tale liquidità. Anche lo stesso Paolo Jovenitti, consulente tecnico di Silvio Berlusconi, ha ammesso l’incomprensibilità e la completa anomalia di determinate operazioni avvenute in quel periodo.

5 – Il 1973 è un altro anno importante nella vita di Silvio Berlusconi. È infatti il momento nel quale l’imprenditore acquista la settecentesca villa San Martino nella località di Arcore. A vendergliela è Annamaria Casati Stampa di Soncino, una giovanissima ereditiera rimasta orfana nel 1970. La villa racchiude un vero e proprio tesoro, quadri d’autore, un enorme parco che si estende su oltre un milione di metri quadrati, un maneggio, due piscine, campi da tennis, scuderie e centinaia di ettari di terreno. Ad assistere la giovanissima ereditiera è Cesare Previti, pro-tutore della ragazza e grande amico di Berlusconi, nonché figlio di uno dei prestanome dell’imprenditore. Una coincidenza davvero incredibile che permette a Berlusconi di appropriarsi di una straordinaria villa pagata al tempo circa 500 milioni di lire, un prezzo davvero irrisorio per una struttura di questo genere. A questo bisogna aggiungere il fatto che la villa non venne pagata in denaro, ma bensì con azioni di società immobiliari (non quotate in borsa). Quando la giovane ragazza decise di trasferirsi in Brasile e volle monetizzare le sue azioni, si rese invece conto di avere a sua disposizione solamente carta straccia. È proprio in quel momento che Berlusconi e Previti si offrono di ricomprare le azioni appena cedute, ma ovviamente con un prezzo nettamente inferiore a quello pattuito in principio. Nota di colore: nel 2000, sarà una sentenza del tribunale ad assolvere gli autori di un libro che raccontava dell’imbarazzante transazione avvenuta durante questo oscuro periodo della vita del cavaliere. Il titolo del libro è “Gli affari del presidente”.