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5 La biografia di Silvio Berlusconi. Parte 4

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Nel 1986 Berlusconi decide di acquistare la società calcistica A.C. Milan, dovrà attendere solamente il 1988 per vincere il primo scudetto. Nello stesso anno fallisce l’operazione “La Cinq” sul territorio transalpino, terminando definitivamente nel 1990. Sarà Jacques Chirac a cacciare Barlusconi dalla Francia, definendolo senza mezze parole “venditore di minestre”.

Nel 1988 viene annunciata la legge Mammì inerente al sistema radiotelevisivo, legge emanata dal governo De Mita che cementa il duopolio Rai-Fininvest, senza porre altri limiti (antitrust) a Berlusconi. La legge verrà poi approvata nel 1990. Allo stesso tempo, il cavaliere acquista i supermercati Standa.

Tra il 1989 e il 1991 inizia una vera e propria battaglia per il controllo della Mondadori, i due principali sfidanti sono De Benedetti e Berlusconi. Si tratta di una sfida molto importante, dato che la Mondadori controlla svariati quotidiani (13 giornali a livello locale e la Repubblica), settimanali (Epoca, Espresso e Panorama) e una grande fetta del settore editoriale dei libri. Una sentenza emessa dal giudice Vittorio Metta permettere a Berlusconi di aggiudicarsi la Mondadori. Successivamente il tribunale di Milano chiarirà che il giudice sopra citato era stato comprato tramite tangenti organizzate da Previti, sotto l’invito di Berlusconi. Successivamente il quotidiano la Repubblica viene restituito a De Benedetti, così come alcuni giornali locali e l’Espresso. Il resto dell’editoria resta nelle mani di Berlusconi.

Nel 1990, la legge Mammì viene varata dal Parlamento. Questo solleva grandi polemiche, ma Berlusconi può continuare ad amministrare il suo impero televisivo ed editoriale. Deve abbandonare solamente Il Giornale, che in ogni caso verrà girato nel 1990 a suo fratello Paolo. Nello stesso periodo entra a far parte del giro d’affari attorno a Telepiù.

Nel 1994, Berlusconi non ha più assistenza da parte dei partiti politici, distrutti da una serie di scandali culminati nell’inchiesta Tangentopoli. Decide quindi di entrare lui stesso in politica e dare vita al partito Forza Italia. Il 27 marzo vincerà le elezioni guidando il Polo delle libertà. Questo lo porterà a divenire Presidente del consiglio per la prima volta. Successivamente, il 21 novembre dello stesso anno, viene coinvolto all’interno di un’inchiesta su tangenti nei confronti della Guardia di Finanza. Dovrà dimettersi il 22 dicembre a causa di una mozione di sfiducia che imposta dalla Lega Nord, che non si sente più allineata alla politica sociale del Primo Ministro, l’idea è quella di fare chiarezza sul conflitto di interessi.

Nel 1996, inizia una serie di indagini tra falsi in bilancio, mafia, frodi fiscali e una serie di illeciti per corruzione giudiziaria. Berlusconi e Previti sono i principali indiziati, ma nonostante questo, il cavaliere si candida nuovamente alle elezioni politiche, questa volta perdendo. A vincere è invece Romano Prodi, appartenente al partito di centro-sinistra chiamato l’Ulivo. Berlusconi passerà cinque anni all’opposizione, e allo stesso tempo deve fronteggiare svariati processi e inchieste giudiziarie, la maggior parte conclusosi con condanne in primo grado, che si trasformarono successivamente in prescrizioni, e in pochi casi in assoluzioni in appello, o in Cassazione.

Nel 2001, il 15 maggio La casa delle libertà vince le elezioni, e Berlusconi diviene nuovamente Presidente del consiglio.